venerdì, 14 agosto 2015

Puglia

Postcard from Polignano a Mare

di Mariagrazia Pascale

"È andando in bicicletta che impari meglio i contorni di un paese, perché devi sudare sulle colline ed andar giù a ruota libera nelle discese. Solo in questo modo te le ricordi veramente." Ernest Hemingway

Pedalo sicuro, l’alba tinge di rosso l’asfalto e l’orizzonte: l’aria s’infrange fresca sulla pelle e tutt’intorno la campagna si risveglia placida; una lingua di mare luccica ammiccante in lontananza. Pedalo in fretta, voglio ascoltare le onde respirare piano alle soglie del giorno: sussurrano storie immortali dalle quali mi lascio incantare non appena scendo dalla mia Scatto Italiano e il fruscio silenzioso delle ruote sull’asfalto diventa una vibrazione tattile che risale dalle mani alle braccia fino alla testa. Mi appoggio al telaio in acciaio nudo e guardo il sole abbracciare caldo la scogliera che si stende ai piedi di Polignano a Mare. Non resisto a lungo alla tentazione di un tuffo: bicicletta in spalla raggiungo uno sperone di roccia dal quale il salto è inebriante. Mi perdo nell’azzurro più intenso, sfumature argentee mi riportano alla fresca e pura sostanza di cui è fatta la mia fedele compagna di viaggio: l’ho scelta così, essenziale; acciaio Columbus a cui è stata data solo una mano di trasparente, volevo rispecchiasse la mia personalità.

Appena il tempo di asciugarmi riscaldato dal sole, monto di nuovo in sella per raggiungere il centro del paese: di fronte a me il bianco candido delle case dipinte di calce si staglia accecante nella macchia blu del cielo. Sfreccio attraverso l’Arco Marchesale, antica via d’accesso alla città, per poi perdermi nelle stradine lastricate: percorro la piazza dell’orologio, ammiro le morbide sfumature color sabbia della chiesa di Santa Maria Assunta e mi fermo ancora una volta ad ammirare il mare da una delle splendide terrazze che si aprono come scrigni tra gli anfratti segreti delle strette vie del centro. Continuo ad esplorare il paesino affascinato dai colori mediterranei e dai profumi invitanti che sfuggono alle cucine delle casette in pietra: la presa sul mio manubrio in noce americano è salda nonostante il caldo sole di mezzogiorno, è confortevole la sensazione naturale e asciutta del legno sotto le mie dita.

In lontananza un po' di folla raggruppata davanti ad un locale, il profumo di mare che pian piano diventa sempre più forte pedalata dopo pedalata mi spinge a fermarmi deciso. Scopro degli insoliti panini, misto di terra e di mare: tartare di tonno, burrata, pomodori e pesto di capperi la mia scelta, mix sublime, un tuffo nei sapori più tipici della mia terra senza lasciare nulla di inesplorato ed anzi mi viene voglia di congiungermi alla generosa campagna pugliese piena di ricordi d’infanzia.

Le strade aprono solchi di asfalto tra la terra rossa e i maestosi ulivi che al vento si mostrano in tutta lo loro argentea bellezza, l’aria è calda e sfiora sinuosa il mio corpo.
Apprezzo la fluidità meccanica della mia scatto fisso: le gambe si muovono leggere e seguono la rotta, regolo la cadenza della pedalata in modo da avanzare alla velocità che desidero; il mio corpo come ingranaggio essenziale del tutto. Arrivo presto a Conversano e l’incanto continua davanti a chiese in stile romanico, stradine antiche e silenziose mi conducono proprio davanti al castello di origine normanna: la vista dalla piazza è incomparabile e si perde oltre il verde della campagna fino al blu intenso del mare in lontananza.

Decido di perdermi nuovamente nelle tonalità olivastre della terra pugliese, giungo davanti a uno dei luoghi che da piccolo definivo magico e carico di mistero: la Torre di Castiglione. Ginocchia sbucciate, carovane di bimbi in bicicletta e risate, riscopro quelle sensazioni semplici percorrendo con gli occhi le mura di cinta e le tracce di strade lastricate che affiorano timide tra le sterpaglie, percorrendole si possono ancora scorgere le fondazioni di ambienti abitativi che rievocano i fantasmi di coloro che hanno abitato quei luoghi ormai abbandonati.
E’ guardando gli alberi secolari del bosco, che sfioro passando a zig zag, che mi rendo conto di quanto inconsciamente i colori che ho scelto per la mia Scatto hanno le stesse tonalità del mio cuore e di una terra che sempre chiameró "casa".

Ritorno nuovamente a pedalare sul duro asfalto e il crepitio dello sterrato sotto le ruote diventa la colonna sonora di un lento sprofondare nel rosso intenso del tramonto che tinge ruderi, strade, alberi e ammorbidisce il frinire romantico dei grilli che cantano di un’estate speciale, tutta da pedalare.

Bike configuration

Configurazione bicicletta: Full Taylor Made con telaio in acciaio Columbus, verniciatura personalizzata raw e dettagli nerastro, manubrio modello Barra, cerchi H+Son SL42 neri con coperture Vittoria Rubino nere, sella San Marco modello Concor. Movimento ruota fissa con freno anteriore Leva Paul Component.

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